Conosciamo ‘Alfaudiobook’

Fabio Bezzi, fondatore e curatore di Alfaudiobook, benvenuto nel nostro blog.

Grazie, certo che questa intervista prima o poi la dovremo fare in un podcast in modo che si possa ascoltare, che dite? 

Perchè no! Com’è nata l’idea di dedicarti alla produzione di audiolibri?

In quel periodo mi ero trasferito da Roma a Milano ed erano già anni che lavoravo con la voce in diversi tipi di produzioni ma mai in audiolibri; insieme ad un amico, Luca Vittori, tecnico del suono in campo discografico, una sera parlando iniziammo ad ipotizzare un campo di creazione comune. Ho sempre considerato l’arte una delle principali vie di comunicazione, lo strumento che da la possibilità di “dire” ciò che non si riesce a dire, l’idea di poter mettere la mia voce a disposizione della parola scritta in modo che potesse risuonare ed accompagnare altre persone, dare vita a quelle parole con uno strumento intangibile come il suono, rendere quelle parole fruibili da un maggior numero di persone anche in altri momenti che non fossero solamente quelli della lettura, mi ha stimolato a studiare prima e ad affrontare poi l’esperienza dell’audiolibro.

Come scegliete i titoli da pubblicare? Qual è il target a cui vi rivolgete?

Il gusto? La passione? Innanzitutto bisogna specificare che ALFAUDIOBOOK ha 5 collane: Fiabe, Biografie, Letteratura & Cinema (grandi romanzi da cui sono stati tratti film famosi), Poesia, Narrativa Contemporanea.
Quindi, se da un lato potremmo dire che il target è differente a seconda della collana, dall’altro bisogna riconoscere che chi impara a conoscere la letteratura in audio dopo un po’ spazia da un genere all’altro. Penso al nostro titolo “Fiabe Indiane” che ha un vasto pubblico di adulti e non solo di bambini.

Quest’anno vedrà la luce anche una nuova collana che combina l’arte e la letteratura con la cura, sarà la prima collana di questo tipo che si pubblica in Europa e la stiamo coccolando e curando nei minimi dettagli e per il momento è solo un piccolo germoglio in procinto di nascere.

Hai citato Fiabe indiane, quali sono i titoli ai quali siete particolarmente affezionati?

Io ascolterei di continuo “La signora delle Camelie” e “Marilyn” la biografia scritta da Cinzia Spanò, per la bellezza dei testi e la meraviglia della lettura di due straordinarie attrici. Debora Zuin e Cinzia Spanò, in questo caso anche autrice del testo. Tra l’altro l’aria “Amami Alfredo” che si ascolta ne “La signora delle Camelie” come due brani di Gershwin in “Marilyn” sono stati registrati appositamente per queste produzioni. Hanno avuto molto successo le “Lettere dal Carcere” di Antonio Gramsci e le “Fiabe dei Fratelli Grimm” tradotte da Gramsci che insieme costituiscono un progetto speciale dedicato ad uno dei più importanti intellettuali italiani di sempre.

E quali sono gli errori nei quali un editore può incorrere?

Farsi schiacciare dalle logiche di mercato, e dalla tendenza alla semplificazione ormai imperante. Però quest’ultima riguarda chiunque in qualsiasi campo.

Esiste una peculiarità nel processo di produzione che rende i vostri audiolibri unici?

Oh sì! L’accuratezza, che va dalla registrazione alla ricerca dei testi da produrre, fino alla cura della parte grafica, sempre pensata per completare con un apporto visivo il testo e l’ascolto. L’obiettivo è, nonostante la versione liquida e immateriale delle edizioni in download, offrire un’esperienza unica che diventa oggetto collezionabile nel suo formato fisico.

A proposito di accuratezza, quali sono le sfide e le opportunità che l’intelligenza artificiale presenta al mondo dell’audiolibro?

Trovo l’arrivo dell’AI un meraviglioso punto di partenza, soprattutto per quanto riguarda la ricerca e la sintesi. Ricordo che anni fa andavo in biblioteca a cercare i testi o mi mettevo in contatto con biblioteche sparse in tutta Italia per cercare magari una edizione specifica di un testo; era molto bello ma certamente si impiegava molto più tempo. Per quanto riguarda le voci “artificiali” le trovo molto utili se si vuole affrontare un testo in un momento in cui magari la lettura è impedita, credo addirittura che potrebbero aiutare l’avvicinarsi agli audiolibri, abituando le persone ad un incontro differente con la lettura e che magari non avevano preso in considerazione prima, come l’ascolto. Per ora però, per quanto sia una forma di “intelligenza”, non ha la creatività e la fantasia indispensabili per passare da un testo letto, per di più da un sintetizzatore vocale, a ciò che realmente è un audiolibro.

Quali sono, a tuo avviso, le prospettive future del mercato degli audiolibri?

Credo che in Italia sia ancora importante la promozione di questo mezzo culturale, in questo senso il poter accedere ad un’ampia biblioteca in qualsiasi momento della giornata ha solo aspetti positivi. I podcast sono ed ancor più potrebbero evolvere in un eccezionale contenitore per veicolare brani di audiolibri. Insomma la velocità di utilizzo è ormai fondamentale e non ci si può remare contro, a volte purtroppo è accompagnata anche da una velocità di produzione che naturalmente si traduce in una perdita di qualità…..però i prodotti migliori si riconosceranno sempre.

Come hai conosciuto il Narratore? Quale consiglio senti di dare a il Narratore?

Se fai audiolibri in Italia o, per meglio dire, in italiano, non puoi non conoscere Il Narratore e che consiglio puoi dare a chi è così bravo? Semplicemente ogni tanto li ascolti, godi delle loro produzioni ed impari qualcosa in più.

Qual è stato un momento bello, importante, che associ alla storia della casa editrice?

L’emozione dell’ascolto di un audiolibro che ha superato le tue aspettative. Un giorno stavo ascoltando “Mrs Dalloway” di Virginia Woolf letto magistralmente da Debora Zuin mentre passeggiavo in un giardino, il testo meraviglioso, la lettura così viva, ricca, che ti permette vedere le scene raccontate, si fondevano perfettamente con ciò che stavo vivendo. In quel momento ho pensato “Quello che stiamo facendo apporta una goccia di bellezza al mondo”.

Quale audiolibro ‘impossibile’ vorreste nel vostro catalogo?

Non è un titolo in concreto, piuttosto un’idea ancora non realizzabile per un tema di utilizzo di diritti d’autore, spero che poco a poco si allarghino le maglie e si permetta un utilizzo maggiore di molti testi.

Salutate i nostri lettori indicando sei 6 audiolibri fondamentali, da ascoltare assolutamente, che fanno parte del vostro catalogo.

Va bene un elenco, però con anche le motivazioni:

Fiabe Africane di Nelson Mandela per la bellezza dei racconti, per l’importanza dell’autore e la necessità molto attuale di conoscere una cultura differente dalla nostra.

Il doppio Sogno di Arthur Schnitzler. Lo trovo di una durata perfetta e letto in un modo assolutamente pertinente al testo, la voce stessa porta con sé le atmosfere del racconto.

Le relazioni pericolose di Choderlos de Laclos, per il lavoro fatto dagli attori sulle voci e perché trovo che un carteggio sia una delle forme in cui ci risulta più naturale ascoltare una voce che legge.

Qualcuno volò sul nido del cuculo di Ken Kesey. Sono convinto che l’audiolibro aggiunge una dimensione ancora sconosciuta ad un romanzo sul quale molti di noi hanno già un immaginario molto strutturato.

Mi manda Somerset di Rory Cappelli, è bellissimo, divertente, scritto meravigliosamente, avvincente e letto splendidamente da Nadia Perciabosco. Non gli si può chiedere di più.

La Bella e la Bestia e altre fiabe. AA.VV. Perché è un super-classico e la voce della Bestia prima che si trasformi in principe è il risultato di un accuratissimo lavoro di produzione.

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