Tecnologia e sostenibilità 4.0

Cosa ci si aspetta La vera sfida per gli operatori del settore tecnologico non si gioca sul piano degli assetti societari, ma su quello dei contenuti: le nuove tecnologie, la sostenibilità ambientale e sociale, l’italianità dei prodotti, la tracciabilità e la trasparenza. I negozi saranno di meno e saranno più piccoli e più specializzati, con […]

-
shutterstock_1126524020

Cosa ci si aspetta

La vera sfida per gli operatori del settore tecnologico non si gioca sul piano degli assetti societari, ma su quello dei contenuti: le nuove tecnologie, la sostenibilità ambientale e sociale, l’italianità dei prodotti, la tracciabilità e la trasparenza. I negozi saranno di meno e saranno più piccoli e più specializzati, con sempre più touch point e sempre più showroom e monomarca. I punti vendita al dettaglio saranno sempre più monomarca. Questo significa che i negozi dovranno commercializzare più marche private e meno marche leader. Queste ultime si venderanno maggiormente tramite l’ecommerce. Chi fa un po’ di tutto non resisterà. Vincerà chi riuscirà a conquistare la fiducia dei clienti. La strada delle aggregazioni, inevitabile e necessaria in un contesto come quello italiano, caratterizzato da un sistema distributivo estremamente frammentato, con numerosi operatori regionali molto radicati ai loro territori, da sola non basta. Il nostro prodotto è il negozio e dobbiamo renderlo innovativo, affinché il cliente possa sceglierlo. Il futuro della GDO passa per negozi capaci di emozionare il cliente sempre nella logica di essere vicini al territorio e a valori come qualità, sicurezza, innovazione e sostenibilità ambientale.

L’e-commerce capofila del progresso

L’innovazione più dirompente è l’e-commerce, una trasformazione radicale indotta dallo sviluppo delle tecnologie informatiche. L’esplosione dell’e-commerce anche nel settore alimentare è solo questione di tempo, è una prospettiva inevitabile. Se lo sviluppo delle vendite on-line del food non è ancora molto accelerato in Italia è solo perché l’offerta non è ancora in grado di soddisfare la domanda, che sarebbe già fortissima. Le nuove tecnologie affiancano lo store fisico accrescendo le probabilità di acquistare dei prodotti. L’e-commerce alla lunga stravolgerà completamente il paradigma del commercio come oggi lo intendiamo. Ci saranno due modelli di e-commerce, il primo è il marketplace come Amazon, con un catalogo di due, tre milioni di referenze nel quale ordino e attendo con calma perché non mi occorre subito e il secondo del tipo “ultimo miglio”, come servizio aggiuntivo di un negozio di prossimità, sul modello Prime Now, nel quale mi serve un prodotto subito e lo cerco nel raggio di tre, quattro chilometri dalla mia abitazione. Andremo verso una sicura integrazione tra lo store fisico e l’e-commerce individuando nuove forme di omnicanalità. L’online porterà a cambiare i negozi fisici e, se proseguono i percorsi in atto, nel centro città avremo sempre più negozi monomarca. Un sistema efficiente quello dell’online, che salta alcuni passaggi senza alcun bisogno di piattaforme e distribuzione diffuse sul territorio con conseguente compressione dei costi.

Tecnologie AI e il futuro che ci aspetta

L’intelligenza artificiale con il passare degli anni stravolgerà lo scenario e velocizzerà tutti i processi del retail. A mutare sarà anche il rapporto con l’industria, perché se immaginiamo lo scenario marketplace e ultimo miglio notiamo che fornitori e assortimenti sono già diversi e il mondo industriale si trasformerà, poco a poco, anche in distributore online. Non è dunque un caso che UNES sia stata la prima catena italiana a stringere un accordo con Amazon. Ci sono stati tre motivi per cui abbiamo stretto questo accordo. Il primo è che non si può combattere con il futuro perché il futuro vince sempre. Il secondo è perché bisogna aver la capacità di saltare nel futuro, anticipando i tempi, come noi abbiamo fatto più volte anticipando le tendenze di consumo, come dimostra anche il successo della nostra marca privata premium “Il Viaggiator Goloso”. Il terzo è perché ho pensato che se non lo facevo io questo accordo lo avrebbe fatto qualcun altro.

    AIcommerciodigitaldigitalizzazionee-commercefuturoGDOnegozioonlineprogressosostenibilitàtechtechnologytecnologia
    COMMENTA
    Leave a Response

    Lascia un commento